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Cocopro: attività riconducibili nell'alveo della subordinazione

Con circolare n. 29 dell’11.12.2012, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha illustrato le caratteristiche tipiche della collaborazione a progetto a seguito delle modifiche intervenute con l’entrata in vigore della Riforma del mercato del Lavoro (Legge n. 92/2012 “Fornero”) che ha introdotto restrizioni finalizzate a contrastare un utilizzo non corretto dell’istituto.
I chiarimenti interpretativi forniti sono finalizzati a consentire un corretto svolgimento dell’attività di vigilanza nonché l’uniformità di comportamento del personale ispettivo sull'intero territorio nazionale e sono relativi ai requisiti del progetto, che:
- deve essere collegato ad un risultato finale ben determinabile;- non può consistere in una mera riproposizione dell'oggetto sociale del committente;- non può comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi.
Tuttavia il fulcro della nota ministeriale è l’indicazione, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, delle attività difficilmente inquadrabili nell’ambito di un genuino rapporto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto.
Quindi, per le figure di seguito elencate, il personale ispettivo, proprio in virtù della difficoltà nel ricondurre la relativa attività ad un progetto specifico finalizzato ad un autonomo risultato obiettivamente verificabile, procederà a ricondurre nell’alveo della subordinazione gli eventuali rapporti posti in essere, adottando i conseguenti provvedimenti sul piano lavoristico e previdenziale:
- addetti alla distribuzione di bollette o alla consegna di giornali, riviste ed elenchi telefonici;- addetti alle agenzie ippiche;- addetti alle pulizie;- autisti e auto trasportatori;- baristi e camerieri;- commessi e addetti alle vendite;- custodi e portieri;- estetiste e parrucchieri;- facchini;- istruttori di autoscuola;- letturisti di contatori;- magazzinieri;- manutentori;- muratori e qualifiche operaie dell’edilizia;- piloti e assistenti di volo;- prestatori di manodopera nel settore agricolo;- addetti alle attività di segreteria e terminalisti;- addetti alla somministrazione di cibi o bevande;- prestazioni rese nell'ambito di call center per servizi cosiddetti in bound.
La circolare analizza poi il corrispettivo nel contratto a progetto e chiarisce che il compenso minimo del collaboratore a progetto va individuato, dalla contrattazione collettiva, sulla falsariga di quanto avviene per i rapporti di lavoro subordinato.
Di fatto, non essendo presente una contrattazione collettiva specifica per i cocopro, il committente dovrà garantire che il compenso non sia inferiore, a parità di estensione temporale dell'attività, alle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi di categoria dei lavoratori subordinati applicati nel settore di riferimento alle figure professionali il cui profilo di competenza e di esperienza sia analogo a quello del collaboratore a progetto.
Circolare al link http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/182249CE-5BDC-439F-9B87-6A3C0254A5...