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Convalida dimissioni anche per collaboratori

30 08 2013
Comunichiamo che anche per i collaboratori a progetto e' stata introdotto l'obbligo di convalida delle dimissioni.

Ricordiamo che la procedura della convalida per i dipendenti (ed ora anche per i collaboratori) e' stata introdotta nel 2012 dalla c.d. "riforma Fornero" e si deve attuare anche per la risoluzione consensuale del rapporto: la convalida e' una condizione sospensiva dell’efficacia delle dimissioni, che comunque – una volta convalidate – retroagiscono alla data di effettiva rassegnazione.

La procedura di convalida.
Per l'efficacia delle dimissioni e della risoluzione consensuale si richiede che il dipendente confermi la volonta' di recedere dal rapporto di lavoro:
a) presso la Direzione Territoriale per il Lavoro (DTL ex DPL) con la procedura sotto descritta;
b) oppure, presso il Centro per l’impiego territorialmente competente.

In alternativa a questa procedura, il datore di lavoro può far sottoscrivere al lavoratore una specifica dichiarazione apposta in calce alla ricevuta di trasmissione della comunicazione obbligatoria di cessazione del rapporto di lavoro.
E' quindi assolutamente opportuno che l'azienda, all'atto di ricevere le dimissioni,
. avvisi immediatamente lo Studio perche' si proceda alla trasmissione della comunicazione obbligatoria
. che sara' immediatamente inviata all'azienda per la sottoscrizione da parte del dipendente.
E' preferibile che sia effettuata una fotocopia del documento di identita' del dipendente da allegare alla sottoscrizione a convalida della firma.

Laddove non si proceda alla convalida o alla sottoscrizione, il rapporto di lavoro si considera non risolto.
In caso di "ripensamento" del lavoratore, questi torna in forza all'azienda a tutti gli effetti.

PROCEDURA (evitabile) DA ATTUARE IN CASO DI MANCATA SOTTOSCRIZIONE DELLA COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA DA PARTE DEL DIPENDENTE
Una comunicazione contenente l’invito a comparire, deve essere inviata al lavoratore – unitamente alla ricevuta di trasmissione obbligatoria di cui sopra – al suo domicilio, oppure consegnata a mano per ricevuta dallo stesso, entro il termine di 30 (trenta) giorni dalle dimissioni o dalla risoluzione consensuale; entro 7 (sette) giorni da tale ricezione, la lavoratrice o il lavoratore hanno facoltà di revocare le dimissioni o la risoluzione consensuale, offrendo le proprie prestazioni al datore di lavoro. La revoca deve essere comunicata in forma scritta: il contratto di lavoro, se interrotto per effetto del recesso, torna ad avere corso normale dal giorno successivo alla comunicazione della revoca: per il periodo intercorso tra il recesso e la revoca, qualora la prestazione lavorativa non si sia svolta, il prestatore non matura alcun diritto retributivo.

La Riforma amplia da un anno a tre anni dalla data di nascita del figlio l’obbligo di convalida presso la DTR delle dimissioni rassegnate da parte della madre lavoratrice, del padre lavoratore (se solo) o a tre anni dall’ingresso del figlio in famiglia nel caso di genitori affidatari o adottivi; è opportuno chiarire che la mancanza di convalida, al contrario di ciò che accadeva in passato, determina la sospensione dell’efficacia e non la nullità delle dimissioni: non viene invece toccata la disciplina del licenziamento che, qualora intimato nel primo anno di vita del nascituro, è sempre e comunque nullo.