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Gli incentivi alle assunzione (E. Massi)

Alleghiamo un interessante studio di Eufranio Massi esperto in Diritto del Lavoro - relatore a corsi di formazione in materia di lavoro .
L'articolo inizia con quanto qui sotto riportato.

Le agevolazioni finalizzate alle assunzioni sono, da sempre, presenti nel nostro ordinamento lavoristico, seppur non coordinate tra di loro, affastellate, pieni di rinvii e di ostacoli alla mera fruibilità: tutti i Governi (e l’attuale non poteva farne a meno, vista la stagnazione in cui versa il nostro Paese) si sono posti l’obiettivo di favorire l’ingresso o il reingresso nel mondo produttivo di soggetti di difficile occupazione (basti pensare alla legislazione degli anni ’90) o dei giovani (con l’apprendistato che, da sempre – ricordiamoci delle c.d. “marchette settimanali” degli anni ’50- ha avuto una normativa di particolare favore).
Prima di entrare nel merito dell’ultimo provvedimento che, peraltro; è “in itinere” in quanto contenuto nel disegno di legge sulla c.d. “Stabilità 2015”, attualmente all’esame del Parlamento (e che trova ampi spazi giornalieri sui “media”) e che riguarda tutte le nuove assunzioni che saranno effettuate nel corso del 2015, incentivate con un forte sconto contributivo triennale, ritengo necessario richiamare le tipologie contrattuali e le agevolazioni già presenti nel nostro ordinamento cercando di spiegarne il funzionamento e, soprattutto, cercando di individuare le ragioni che ne hanno, in talune situazioni, rallentato lo sviluppo, tanto è vero che l’attuale Esecutivo sente, giustamente, il bisogno di varare un nuovo provvedimento.
La trattazione che segue va, a mio avviso, preceduta da una considerazione di carattere generale: non sono le norme che creano occupazione (ma certi tecnicismi possono avere, comunque, effetti negativi) ma è il contesto economico, la fiducia, la capacità di investire capitali, l’innovazione ed un obiettivo produttivo o commerciale di medio – lungo periodo. E non è sempre detto che la flessibilità (concetto giusto da rafforzare nell’ambito della gestione del rapporto di lavoro) sia sinonimo di accrescimento della produttività, allorquando la si ricerca attraverso la utilizzazione di forme contrattuali (penso al lavoro accessorio, a quello a chiamata, a stage o tirocini, ecc.) il cui obiettivo, peraltro non nascosto in determinati settori del terziario, è quello di ridurre il costo del lavoro.