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TFR in busta paga

Cosa prevede la norma
Dal 1° marzo 2015 e fino al giugno 2018 è prevista la facoltà, per il lavoratore dipendente, che abbia un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi presso il medesimo datore di lavoro, di richiedere la liquidazione mensile del TFR.
La quota di TFR che può essere corrisposta mensilmente in busta paga è quella maturanda nel mese, compresa quella eventualmente destinata ad una forma pensionistica complementare.
La quota maturanda di TFR liquidata mensilmente al lavoratore costituisce parte integrativa della retribuzione: è assoggettata a tassazione ordinaria mentre non costituisce imponibile previdenziale e non computa ai fini della definizione del reddito valido per il bonus degli 80 euro.
Vincoli
L’opzione espressa è irreversibile: non può essere revocata fino al giugno 2018.
La facoltà è concessa ai lavoratori dipendenti del settore privato fatta eccezione per i lavoratori domestici e quelli del settore agricolo. Rimangono esclusi i dipendenti del settore pubblico, quelli dipendenti da aziende sottoposte a procedure concorsuali e da aziende dichiarate in crisi ed i lavoratori che hanno ottenuto (o otterranno) un finanziamento mettendo come garanzia il TFR.