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APE volontaria in ritardo

APE Volontaria, decreto in ritardo
12 ottobre 2017
L’APe Volontaria non decolla, a meno di un’accelerazione improvvisa non sarà utilizzabile fino al 2018. Il decreto attuativo sull’anticipo pensionistico, firmato dal premier a settembre (da oltre un mese) attende il via libera della Corte dei Conti. Dopo l’attesa pubblicazione in gazzetta Ufficiale, saranno comunque necessari ulteriori passaggi: la firma degli accordi quadro con le banche e le assicurazioni e la circolare INPS con le procedure pratiche. Poi, partiranno le procedure di domanda, che dovranno necessariamente prevedere del tempo per consentire agli aventi diritto di valutare la situazione. Risultato: è praticamente certo che prima del 2018 non si riuscirà a far partire una misura prevista in via sperimentale per soli due anni, il 2017 e il 2018.
I numeri per accedere
L’APe Volontaria è un anticipo pensionistico da restituire con rate ventennali nel momento in cui si matura la normale pensione di vecchiaia,. I requisiti per l’accesso: 63 anni di età, 20 anni di contributi, al massimo tre anni e sette mesi dalla maturazione della pensione di vecchiaia, un assegno già maturato al momento in cui si presenta la richiesta pari ad almeno 1,4 volte il minimo (circa 702 euro al mese).
La decorrenza
La norma prevede il diritto all’APe Volontaria dallo scorso primo maggio 2017. Il decreto attuativo (se confermato nella sua originaria formulazione, ancora non ufficiale) prevede la possibilità di chiedere la retroattività. Significa che, quando partirà la possibilità di presentare domanda, sarà possibile chiedere il trattamento con scadenza retroattiva, a partire dallo scorso primo maggio, incassando gli arretrati e calcolando di conseguenza le rate di restituzione.