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Tirocinio: regole di controllo

In una riunione con il Dott. Andrea Rapacciuolo dell’Area Coordinamento Vigilanza dell’Ispettorato Interregionale del Lavoro di Milano si è discusso sul tema dei Tirocini e dell’Apprendistato.
È stato reso noto che il Ministero del Lavoro ha deciso di intraprendere una decisa azione di controllo in merito ai rapporti aziendali instaurati con il sistema del tirocinio (Circolare n. 8 del18 aprile 2018 INL).
Utile quindi evidenziare le tipologie di controllo che saranno effettuate ricordando che per entrambi i rapporti si tratta di contratti di tipo (principalmente) formativo. Per comodità di lettura saranno inoltrate due comunicazioni separate per le due tipologie contrattuali.

Tirocinio / Stage
Occorre sottolineare come il tirocinio extracurriculare che, per dettato normativo, non è in alcun modo rapporto di lavoro, consiste in una forma di apprendimento “on the job”: ciò significa che gli organi di vigilanza dovranno curare che non siano presenti una serie di elementi che sono riferibili all’area della subordinazione tra cui, ad esempio:
• Tirocinio attivato per attività del tutto elementari e ripetitive (pensiamo ad un cameriere addetto al servizio ai tavoli, ad un operatore di pulizia generica e non specialistica).

• tirocinio in cui il promotore e/o l’ospitante che non hanno i requisiti previsti dalla legge (per es. mancata valutazione dei rischi ai sensi del T.U. 81/08);

• Tirocinio attivato per sostituire lavoratori subordinati nei periodi di picco delle attività e personale in malattia, maternità o ferie;

• tirocinio attivato per sopperire ad esigenze organizzative del soggetto ospitante. Ciò può avvenire nei casi in cui quest’ultimo svolga in maniera continuativa ed esclusiva un’attività essenziale e non complementare all’organizzazione aziendale e sia in essa perfettamente inserito;

• difformità tra quanto previsto dal PFI in termini di attività previste come oggetto del tirocinio e quanto effettivamente svolto dal tirocinante presso il soggetto ospitante.

• Tirocinio attivato con un soggetto che abbia avuto un rapporto di lavoro subordinato o una collaborazione coordinata e continuativa con il soggetto ospitante negli ultimi due anni;

• tirocinio attivato con un soggetto con il quale è intercorso un precedente rapporto di tirocinio;

• impiego del tirocinante per un numero di ore superiore rispetto a quello indicato nel PFI in modo continuativo e sistematico durante l’arco temporale di svolgimento del rapporto.

• corresponsione significativa e non episodica di somme ulteriori rispetto a quanto previsto nel PFI;

• assoggettamento del tirocinante alle medesime regole vigenti per il personale dipendente in relazione, in particolare, alla gestione delle presenze e all’organizzazione dell’orario, oppure l’imposizione di standard di rendimento periodici.
Nei suddetti casi gli ispettori del lavoro potranno ricondurre la prestazione a rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato sino dalla sua instaurazione con tutte le conseguenze sanzionatorie e contributive.
In ogni caso dovranno essere necessariamente presenti i seguenti elementi:
• Presenza del progetto formativo con la designazione del tutor, il percorso formativo da realizzare, la valutazione dell’esperienza formativa e la corresponsione della c.d. indennità di partecipazione; il tutor aziendale è responsabile dell’attuazione del piano formativo e dell’affiancamento, aggiorna la documentazione relativa al tirocinio ed accompagna il percorso formativo con la propria supervisione.