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MESSA A TERRA NEI CONDOMINI CIVILI

MESSA A TERRA NEI CONDOMINI CIVILI

Nell’edificio può essere già stato realizzato un unico impianto di terra condominiale e la distribuzione a tutte le unità immobiliari del conduttore di protezione impropriamente denominato “conduttore di terra”. A tale conduttore, di colore giallo/verde, devono essere collegate tutte le utenze condominiali e gli impianti delle singole unità immobiliari.

Cosa deve fare l’amministratore
L’amministratore deve accertarsi che l’impianto sia conforme alle prescrizioni di legge e quindi che la ditta esecutrice dell’impianto abbia rilasciato la dichiarazione di conformità ai sensi della legge 46/90 o DM 37/2008.
L’efficienza dell’impianto di terra è legata alla sua verifica periodica come prescritto dal D.P.R. n. 462/2001 che prevede l’obbligo di richiedere la verifica dell’impianto di terra (e dell’impianto di protezione dai fulmini, qualora esistente) in tutti i luoghi di lavoro. Quindi per gli edifici condominiali c’è l’obbligo di verifica quando sono presenti nel condominio attività lavorative alla diretta dipendenza del condominio, come per esempio il portiere. È l’amministratore che deve farsi carico della manutenzione e delle verifiche dell’impianto di terra in conformità al DPR 462/2001.
Laddove nel condominio siano presenti altre attività professionali (es. studi professionali, attività commerciali, etc.) ogni datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere la verifica dell’impianto di terra relativo alla propria attività, indipendentemente dalla verifica dell’impianto di terra richiesta per il condominio. Quindi se viene verificato l’impianto di terra del condominio, rimane comunque l’obbligo per il singolo datore di lavoro di richiedere la verifica per la propria attività.
Pertanto il datore di datore di lavoro deve:
richiedere all’amministratore copia della dichiarazione di conformità;
inoltrare denuncia della messa in esercizio dell’impianto elettrico di messa a terra alla ISPESL allegando la dichiarazione di conformità rilasciata dall’amministratore e non quella relativa alla propria attività;
provvedere alla verifica periodica ogni 5 anni o 2 anni in caso di locali adibiti ad uso medico e simili (per es. estetisti, veterinari, ecc..) inoltrando richiesta alla A.S.L. o a Organismi individuati dal Ministero delle attività produttive (art.4 D.P.R. 462/2001).

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